Pheidole pallidula

Pheidole pallidula (Nylander, 1849) è una specie molto diffusa sul territorio nazionale, facile da reperire durante le sciamature e semplice da allevare.

Nonostante le piccole dimensioni, questa specie può dare numerose soddisfazioni a chi la alleva (sia esso un principiante o un esperto), essendo molto attiva e vorace, dalla crescita rapida e bella da osservare (specialmente i soldati).

Sicuramente consigliata a chi è alle prime esperienze, con la raccomandazione di seguire attentamente i consigli della scheda riguardo alle condizioni ambientali (temperatura ed umidità in particolare)


FACILE

  • Formica semplice da allevare, molto prolifica, adattabile e generalista in quanto a preferenze alimentari.
  • Prestare attenzione alla sua capacità di evadere e alla facilità con cui le operaie possono finire invischiate nell’antifuga.
  • Non è capace di pungere o penetrare la nostra cute tramite i morsi.

P. pallidula è intraprendente, molto interessante da osservare, con ottime capacità di reclutamento e cooperazione tra le operaie. Può risultare aggressiva nei confronti di altre colonie conspecifiche e non.

  • Monoginica a fondazione claustrale.
  • Rari casi di poliginia riscontrati solo in colonie molto grandi che possono riaccogliere regine neosciamate in porzioni satellite del nido principale.
  • È possibile la pleometrosi (ovvero la cooperazione di più regine durante la fase di fondazione), che tuttavia si conclude alla nascita delle prime generazioni di operaie, quando avviene la selezione di una sola regina e l’eliminazione delle rimanenti.

Indicativamente da fine Giugno a inizio Agosto (in base a condizioni meteo e alla specifica porzione di areale).

  • LUNGHEZZA: 6-8mm
  • COLORE: Dal marrone scuro al miele (colorazione molto variabile in base alla popolazione)
  • LONGEVITÀ: Dato non disponibile
  • LUNGHEZZA: Operaie 1.5-2.5mm,soldati 3-5mm
  • COLORE: come per la regina, la colorazione è piuttosto variabile, dal marrone scuro al miele (in alcune zone con sfumature arancioni).
  • CASTE: Operaie e Soldati.
  • SVILUPPO: A temperatura ideale, circa 26°C:
    • Uovo – Larva: 5 giorni
    • Larva – Pupa: 14 giorni
    • Pupa – Adulto: 12 giorni
  • LONGEVITÀ: Dato non disponibile.

Questo imenottero presenta due caste di operaie ben distinte (operaie minori e soldati). Le prime compongono la maggior parte della forza lavoro e svolgono i ruoli di accudimento della prole e della regina, sistemazione e gestione del nido e foraggiamento. I soldati, di dimensioni maggiori e dotati di un capo con mandibole particolarmente sviluppate, si occupano della difesa del nido e delle vie di foraggiamento. Spesso questi ultimi vengono utilizzati come replete (ovvero individui che riempiono al limite massimo della capienza il proprio stomaco sociale con lo scopo di accumulare cibo, che poi, tramite trofallassi, forniranno alle proprie sorelle ed alla regina in caso di necessità).

Ampiamente diffusa nel bacino del Mediterraneo, nella penisola italiana la specie è presente lungo le coste e nell’entroterra fino a quote moderate poiché marcatamente termofila.

Questa formica nidifica prevalentemente nel terreno in spazi aperti e assolati, spesso sotto le pietre in modo da sfruttare il calore accumulato dal materiale per far sviluppare la covata.

La sua predilezione per questa tipologia di habitat, unita alla notevole adattabilità e al regime alimentare piuttosto generalista, portano P. pallidula ad essere una formica sinantropica e comune abitante dei marciapiedi cittadini.

Regime moderatamente onnivoro

  • Insetti di piccola taglia vivi e morti (es. zanzare, moscerini…).
  • Melata, miele, miele diluito, acqua e zucchero, gelatine proteiche, frutta molto matura, verdura, piccoli avanzi di cucina (es. pollo, prosciutto cotto, uova).

In natura raccoglie la melata di afidi, cocciniglie ed altri parassiti delle piante, nettare ed altre sostanze zuccherine. Per lo sviluppo delle larve e per la deposizione delle uova da parte della regina necessita anche di alimenti ricchi di proteine come insetti e artropodi di vario genere che trova già morti o caccia attivamente. Spesso approfitta anche di avanzi e rifiuti antropici data la sua notevole adattabilità in fatto di preferenze alimentari.

In cattività sarà necessario fornire alimenti ricchi di zuccheri come miele (diluito e non) o acqua e zucchero e fonti di proteine come insetti (la soluzione migliore), gelatine proteiche, avanzi di cucina (pollo, uova, tonno, prosciutto).

NOTA: Fornire una dieta varia ed equilibrata di proteine e carboidrati.

Deve essere piuttosto elevata per vedere la colonia dare il meglio di sé ( minimo 20° C, massimo 31-32°C, intervallo per uno sviluppo ottimale tra 20 a 28°C)

Non deve mai mancare poiché queste formiche sono molto sensibili alla disidratazione (anche a causa delle temperature elevate che il loro allevamento richiede).

Perciò è necessario che il nido sia essere costantemente idratato e che in arena sia presente un’ulteriore fonte di acqua (per esempio una provetta).

Indicativamente 30/60%.

Cercare di fornire un gradiente di umidità al fine di permettere alle formiche di posizionarsi nei punti in cui le condizioni ambientali sono di loro gradimento.

CONSIGLIATA

Seguire l’andamento stagionale della zona dalla quale la formica proviene

Da Dicembre a Febbraio con temperatura da 5 a 10°C

MATERIALI CONSIGLIATI:

  • CAA
  • Gesso
  • Cemento
  • Plastica
  • Vetro
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