Camponotus barbaricus

Camponotus barbaricus Emery, 1905 è una specie abbastanza comune nel Sud-Ovest dell’Europa.

Appartiene al sottogenere Tanaemyrmex che descrive i Camponotidi con il corpo ricoperto da rada

peluria, lasciando ben visibile la lucentezza del tegumento, e per le varie forme del capo divise in :

Alfa, Beta e Gamma e forme del corpo allungate.

E’ tra le specie europee di dimensioni più grandi. Ha abitudini crepuscolari e predilige habitat abbastanza aridi.

MEDIA

  • Le giovani colonie in cattività hanno una forte tendenza a restare rintanate nel nido durante il
    giorno, uscendo solo durante le ore notturne per foraggiare.
  • Le colonie giovani con pochi esemplari sono abbastanza selettive per quel che riguarda le risorse
    alimentari che vengono fornite.

Come altri Camponotidi è una specie fortemente territoriale.

Combattiva e poco tollerante ai
disturbi arrecati nei pressi del loro nido.

Dato l’areale di distribuzione ha abitudini crepuscolari
foraggiando ed esplorando durante le ore serali, evitando il forte caldo delle ore centrali diurne.

  • Ginia: Monoginica
  • Tipo di fondazione: Claustrale
  • Possibilitá di poliginia e/o pleometrosi: No

I voli nuziali vengono effettuati dalla seconda metà di Giugno fino a Luglio inoltrato.

  • LUNGHEZZA: 16-18mm
  • COLORE: nero lucido con thorax marrone rossastro.
  • LONGEVITÀ’: 10-15 anni
  • LUNGHEZZA: 6-18mm
  • COLORE: nero lucido totale per nanitiche e minori. Thorax marrone rossastro per operai medi e maggiori.
  • CASTE: Unica e polimorfica
  • SVILUPPO:
    • Uovo-Larva: 16-20 giorni
    • Larva-Pupa: 10-20 giorni (molto influenzata da: temperatura, umidità, numero di nutrici, disponibilità di fonti proteiche)
    • Pupa-Adulto: 15-23 giorni (a seconda della taglia delle operaie): registrati 15-17 giorni per le minor, 17-20 giorni per le medie, 20-23 per le major).
  • LONGEVITÀ’: 1-2 anni

Macchia mediterranea e zone semidesertiche. Scava grossi nidi nel terreno asciutto o poco umido, sotto grossi sassi in spazi aperti con poca vegetazione.

Regime onnivoro

  • Fonti proteiche: Insetti e altri artropodi di piccola taglia vivi e morti (es. zanzare, moscerini, bruchi, grilli, blatte, camole, ecc…).
  • Fonti zuccherine: Acqua e zucchero, gelatine proteiche, frutta molto matura, verdura, piccoli avanzi di cucina (es. pollo, uova, ecc…).

NOTA: Come riportato sopra, le colonie piccole, tendono a essere piuttosto selettive nella scelta del cibo. E’ utile, in tal senso, fornire una dieta variata.

Tra 20 a 32°C

  • Ottimale: 50/60%
  • Una parte del nido deve avere una umidità costante, necessaria per il corretto sviluppo delle larve.
  • L’Arena può essere asciutta.

OBBLIGATORIA

  • Da Novembre a Febbraio.
  • Temperatura ottimale di ibernazione 15°C

NOTA: E’ CONSIGLIABILE non far effettuare il periodo di riposo ad una temperatura sotto i 12°C. Già a 15°C la colonia smette di foraggiare e rallenta tutte le attività. E’ stato notato che, a temperature troppo basse, durante la diapausa, richiedono un periodo molto lungo per la ripresa, a volte,con difficoltà.
Considerando l’areale di distribuzione di questa specie, la temperatura dovrebbe mantenersi costantemente attorno alla temperatura ottimale riportata in precedenza

MATERIALI CONSIGLIATI:

  • CAA
  • Gesso

NOTA: Nella preparazione del nido si deve predisporre una riserva di acqua che mantenga
una percentuale di umidità, necessaria per lo sviluppo delle larve.
Tendenzialmente non
scava il gesso ed il CAA, ma raggiunte le 1000 -2000 unità si possono verificare attacchi
alla struttura del nido

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